A PARMA: “THE NEW FACTORY”

27 03 2008

ANDY WARHOL. THE NEW FACTORY. Questo il titolo della mostra ospitata dalla Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, Parma.
Curata dalla Fondazione Antonio Mazzotta di Milano, il percorso espositivo dedicato all’esponente più importante della pop art è stato inaugurato il 16 marzo e resterà aperto fino al 6 di luglio.

Un omaggio a Andy Warhol, un artista che ho iniziato ad amare ai tempi dell’ultimo anno di liceo (quando decisi di inserirlo nella mia tesina dal titolo The American 60s) e che ho continuato ad indagare e studiare fino a d’ora, leggendo libri, guardando i suoi corti, sorridendo delle sue interviste (video e su carta).
Poco meno di 140 opere create tra la metà degli anni cinquanta e gli anni ottanta per un coloratissimo e unico percorso che ci farà rivivere l’atmosfera della Factory, la “fabbrica d’arte” da lui fondata.
La società dei consumi americana degli anni sessanta e settanta trovò in Warhol il proprio testimone, che la costrinse a rispecchiarsi in se stessa attraverso le proprie icone. Furono questi gli anni che videro esplodere il consumo frenetico di immagini.
E la Facotry di Warhol fu l’autentico luogo dove le sue opere furono create e dove i personaggi più in vista (e underground) degli anni ‘60 americani trascorsero il loro momento d’oro, immersi in un’aria densa di arte, musica, stravaganza e pazzia. Il luogo che partosrì la pop art.
Le scelte del più autentico rappresentante della pop art mirano a colpire l’immaginario collettivo. Dal barattolo della Campbell’s Soup, che è parte del vissuto quotidiano di ogni americano, al volto di Marilyn Monroe, incarnazione del sogno e dell’ideale femminile del grande pubblico, imposto anch’esso dai media al pari di ogni altro prodotto commerciale.

Nella rassegna si possono ammirare alcuni esempi di tavole disegnate e colorate a mano che sono tra i primi lavori di Warhol: la serie In the Bottom of My Garden (1955), con figure di putti ispirate a libri per bambini; A Gold Book (1957), con disegni a “blotted line” ripresi da fotografie e riportati su carta dorata; Wild Raspberries (1959), un divertente libro di cucina con torte e cibi illustrati da Warhol e ricette di fantasia inventate dall’amica Suzy Frankfurt e trascritte a mano dalla madre dell’artista. 

warhol_his_flowers
La mostra prosegue con le celebri serigrafie raffiguranti Marilyn Monroe (1967), Paloma Picasso (1975), i barattoli di Campbell’s Soup (1969), Flowers (1970), Electric Chair (1971), Mao (1972), Mick Jagger (1975), e inoltre con le importanti serie dedicate ai travestiti di colore (Ladies and Gentlemen, 1975), agli ebrei più famosi del XX secolo (Ten Portraits of Jews of the Twentieth Century, 1980), all’epopea del West (Cowboys and Indians, 1986), per finire con The Last Supper (1987) realizzata poco prima della morte elaborando l’immagine de L’ultima cena di Leonardo.

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La rassegna è completata da una preziosa sezione documentaria comprendente copertine di dischi, esemplari della rivista da lui fondata (Interview) con le copertine dedicate a divi come Marisa Berenson, Tom Cruise e John Travolta, film e libri di e su Andy Warhol. Warhol, infatti, tra gli anni sessanta e settanta ha diretto o prodotto una settantina di film underground, per lo più di carattere provocatorio e dissacrante nei confronti del cinema hollywoodiano, all’epoca di scarso successo ma che avrebbero fatto scuola presso le generazioni successive. Tra i più celebri: Empire, Kiss, My Hustler, The Chelsea Girls, Lonesome Cowboys, The Nude Restaurant, Vinyl, Flesh, Trash.
L’attrazione per il mondo della musica, invece, lo portò a disegnare alcune delle copertine più famose della storia del rock, tra cui due album per i Rolling Stones, uno per i Velvet Underground (gruppo da lui promosso e composto da Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e Maureen Tucker più la tedesca Nico … nella mia top personale), e altri ancora: Aretha Franklyn, Paul Anka, Miguel Bosè …
Completano questa ampia panoramica sul lavoro di Andy Warhol pannelli didattici, fotografie e filmati riguardanti la sua vita e la sua opera.

Una mostra che spazia, quindi, tra le più diverse forme di espressione artistica: dalla musica al cinema, all’arte e all’editoria. Le forme toccate da uno dei più grandi artisti contemporanei che il mondo abbia conosciuto.
Un’occasione da non perdere, sia per chi ha amato, e continua ad amare, Warhol, sia per coloro che ancora non si sono avvicinati al suo lavoro.

elle.


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